Il «colpo di frusta» è la distorsione del rachide cervicale provocata dal brusco movimento del capo, tipicamente in un tamponamento. È la lesione più frequente nei sinistri stradali — e anche quella che le compagnie contestano più volentieri, proprio perché spesso non lascia segni visibili nelle radiografie.
Cosa dice la legge
Il colpo di frusta rientra di regola nelle lesioni di lieve entità, disciplinate dall'art. 139 del Codice delle Assicurazioni (D.Lgs. 209/2005). Per il danno permanente la norma, come modificata dalla L. 27/2012, richiede che la lesione sia suscettibile di accertamento medico-legale obiettivo: clinico, strumentale o visivo. Tradotto: non basta dire «mi fa male il collo» — serve un riscontro medico documentato e coerente.
Gli errori che costano il risarcimento
- Non andare al pronto soccorso subito dopo il sinistro: la documentazione medica immediata è la base di tutto
- Interrompere le cure o saltare i controlli: la discontinuità viene letta come guarigione
- Firmare quietanze «veloci» proposte a pochi giorni dal sinistro, prima che il danno sia stabilizzato
- Affidarsi solo al medico della compagnia, senza una valutazione medico-legale indipendente
Come si costruisce la richiesta
Il percorso corretto passa per la stabilizzazione dei postumi, la visita medico-legale di parte, la quantificazione secondo le tabelle vigenti (invalidità permanente, inabilità temporanea, spese mediche documentate) e una richiesta di risarcimento tecnicamente fondata. Nei nostri incarichi il dato medico si integra con la ricostruzione del sinistro: la compatibilità tra l'urto e la lesione è spesso il punto su cui si vince o si perde.
Le informazioni di questa pagina hanno carattere divulgativo e non costituiscono parere legale né garanzia di esito. Ogni caso va valutato singolarmente.
